Gennaio 1993
ALBERI A PORTAMENTO PIRAMIDALE
Questa tipologia di alberi ornamentali è caratterizzata dalla propria forma a cono più o meno espanso, che tuttavia non va intesa in senso strettamente geometrico. In pratica le piante hanno le branche più lunghe inserite sul fusto a partire dal basso poi man mano sempre più corte fino allapice, disposte più o meno regolarmente e con unangolo abbastanza aperto. Questo è il portamento caratteristico delle specie a vegetazione basitona cioè che sviluppano coDn maggior vigoria i rami più bassi.
Non tutte le piante con questo portamento naturale vengono allevate così, in certi casi invece gli viene data unaltra forma, come ad esempio molte specie di Quercus che sono allevate a fusto. Mentre invece possono essere allevate a piramide essenze con portamento vegetativo molto diverso attraverso gli interventi di potatura, e questo potrebbe essere lesempio della Magnolia, che ha una chioma di forma globosa e richiede una sapiente opera di potatura per ottenere le forma a piramide.
Infine alcune piante, assimilabili a questa categoria, possono essere allevate con una forma particolare detta a ceppaia. Questa forma, caratteristica di alcune specie come Betula alba e Acer saccharinum, consiste nellallevare tre o più fusti a partire dal colletto, oppure allevare assieme più piante, in modo da ottenere appunto una ceppaia, espansa e ramificata fino dal basso.
SESTI: All impianto: sulla fila 100 cm, interfila 100 cm.
Al trapianto: sulla fila 200 cm, interfila 200 cm.
Poiché le piante devono essere ramificate fino dal basso ed hanno una circonferenza della chioma notevole, i sesti adottati sono tra i più ampi. Naturalmente le misure suddette sono a titolo orientativo, e variano da un vivaio allaltro.
Si mettono a dimora piante già discretamente grandi, generalmente in vaso di 15-20 cm di diametro e oltre, per poterle mettere già abbastanza distanziate ed evitare di doverle trapiantare troppo presto.
Il trapianto viene effettuato in genere ogni 2-3 anni, quando le piante hanno raggiunto unaltezza di circa 150-200 cm, ed unaltro quando superano i 300-350 cm, secondo la specie naturalmente. Nel caso della Magnolia, che è molto particolare, sono molto più frequenti allinizio: una pianta intorno al metro può aver già subito due trapianti.
Spesso invece di un trapianto completo di tutte le piante, viene effettuato solo un dirado, trapiantando una fila si ed una no, in modo da raddoppiare il sesto. In questo modo metà delle piante rimane dovera, o subisce un trapianto sul posto, e laltra metà viene trapiantata in unaltro appezzamento.
TUTORI: Non hanno bisogno di sostegni.
Qualche volta tuttavia vengono usati per quelle specie che tendono a vegetare irregolarmente, specialmente se impiantate molto giovani. Per esempio il Faggio può essere legato ad un tutore fino a che non raggiunge unaltezza di 1,50 m per ottenere un tronco perfettamente diritto.
POTATURA: Questa operazione viene effettuata una volta allanno e salvo casi particolari, come ad esempio quello del Leccio, si tratta di assecondare lhabitus vegetativo delle piante.
Lintervento di potatura pertanto si limita alla spuntatura dei rami per evitare che diventino troppo lunghi e la vegetazione troppo rada e spargola. Naturalmente si provvede anche alla eliminazione di ramificazioni distorte, o che si incrociano con altre, oppure troppo vicine che formano addensamenti di vegetazione.
Il questa forma di allevamento è molto importante il mantenimento della freccia, cioè dellapice vegetativo principale, poiché in molti casi, se questo viene danneggiato, la cacciata che andrà a sostituirlo formerà una gobba sul fusto che ne ridurrà il valore ornamentale.
Tra le essenze più caratteristiche di questa categoria di piante ornamentali vanno menzionate:
Acer saccharinum (dasycarpum) Aceraceae FGC
Betula alba (verrucosa) Betulaceae FGC
Betula utilis Betulaceae FGC
Carpinus betulus Carpinaceae FGC
Fagus sylvatica Fagaceae FGC
Gleditsia triacanthos Inermis Leguminosae FGC
Liquidambar styraciflua Hamamelidaceae FGC
Liriodendron tulipifera Magnoliaceae FGC
Magnolia grandiflora Gallissoniensis Magnoliaceae SMV
Quercus ilex Fagaceae SMV
Quercus palustris Fagaceae FGC
Quercus robur (pedunculata) Fagaceae FGC
Tilia spp. Tiliaceae FGC
Zelkova carpinifolia (crenata) Ulmaceae FGC
ALBERI A PORTAMENTO FASTIGIATO
Molto simile alla precedente, questa tipologia di piante comprende spesso delle varietà selezionate dalle specie suddette con una forma più o meno conica ma molto più stretta.
Anche in questo caso le branche iniziano fino dal basso, ma sono erette, cioè inserite sul fusto con unangolo molto acuto, e strettamente appressate ad esso. Ciò conferisce alla pianta un portamento colonnare, stretto ed affusolato.
Come abbiamo visto in precedenza, certe volte la forma viene ottenuta su specie con portamento diverso mediante interventi di potatura e raccorciamento delle branche. Per questa forma di allevamento però è molto più difficile poiché si possono accorciare le branche ma non si può modificare il loro angolo di inserzione sul fusto.
SESTI: All impianto: sulla fila 60-80 cm, interfila 80 cm.
Al trapianto: sulla fila 150 cm, interfila 150-200 cm.
In conseguenza della forma più stretta ed affusolata anche i sesti sono più stretti, ma possono essere diversi per le varie specie a causa della diversa velocità di crescita e ingombro della chioma. Le misure suddette sono a titolo orientativo, e possono variare da un vivaio allaltro.
Anche in questo caso il trapianto viene effettuato in genere ogni 2-3 anni, quando le piante hanno raggiunto unaltezza di circa 150-200 cm, poi unaltro raggiunti i 300-350 cm ed unaltro ancora oltre i 450-500 cm, sempre però a secondo della specie. Nel caso di specie a crescita rapida come il pioppo cipressino si possono raggiungere altezze superiori ai 200-250 cm e poi di 450-500 con un trapianto in meno.
TUTORI: Non hanno bisogno di sostegni.
Ma vale leccezione delle specie che tendono a vegetare irregolarmente che possono essere legate ad un tutore, i primi anni, per ottenere un tronco perfettamente diritto.
POTATURA: Viene effettuata 2-3 volte allanno.
La differenza principale tra le piante a portamento piramidale e queste consiste proprio nella potatura, che è molto più frequente ed onerosa e contribuisce ad elevare notevolmente il valore delle piante.
In genere, oltre alla potatura ordinaria primaverile, possono essere richiesti un intervento di potatura invernale ed unaltro estivo al verde. E necessario controllare accuratamente la formazione della chioma, raccorciando le branche per infittire la vegetazione ed evitare che, allungandosi troppo, si aprano sotto il loro peso, al fine di ottenere una forma perfettamente affusolata. Per questo si interviene anche al verde, per stimolare lemissione di ramificazioDni secondarie e correggere tempestivamente ogni deformazione della chioma.
Anche in questo caso è importante mantenere la freccia, che guida lo sviluppo in altezza della pianta.
Tra le essenze più rappresentative di questa categoria di piante ornamentali vi sono per la maggior parte tutte quelle varietà con lappellativo Pyramidalis o Fastigiata:
Carpinus betulus Pyramidalis (Fastigiata) Carpinaceae FGC
Eucalyptus spp. Myrtaceae SMV
Fagus sylvatica Fastigiata Fagaceae FGC
Liriodendron tulipifera Fastigiata Magnoliaceae FGC
Populus nigra Italica Salicaceae FGC
Prunus serrulata Amanogawa (erecta) Rosaceae FGC
Quercus robur Fastigiata Fagaceae FGC
Robinia pseudoacacia Pyramidalis Leguminosae FGC
Sorbus aucuparia Fastigiata Rosaceae FGC
Tilia platyphyullos Fastigiata Tiliaceae FGC
ALBERI PENDULI O RICADENTI
La vegetazione di questa tipologia di piante ornamentali può essere dovuta alle ramificazioni lunghe e flessibili che si piegano verso il basso, oppure è una vera questione di geotropismo (crescita in direzione della forza di gravità) che condiziona lo sviluppo della vegetazione verso il terreno. In certi casi è una caratteristica varietale, come ad esempio per il salice piangente, oppure può essere indotta mediante opportune tecniche di allevamento e innesto.
Queste tecniche consistono nellallevare eretti, guidati da tutori, uno o più fusti di una specie prostrata fino ad una certa altezza per poi lasciarli ricadere liberamente; oppure innestare il fusto o le ramificazioni di una specie eretta con una specie ad accrescimento orizzontale che si svilupperà ricadente.
Tutte le piante che ci interessano in genere vengono innestate, escluso forse pochi casi particolari come il Salix babylonica. Possono essere innestate al piede, come le varietà di Betula, Fagus, Fraxinus ecc., oppure innestate in testa su un fusto pulito fino allaltezza desiderata, come Salix caprea, Sophora, Prunus ecc. In altri casi si possono innestare al piede oppure in testa, secondo le preferenze, come accade per il Morus (gelso).
Gli innesti al piede in genere sono effettuati dal propagatore sulle giovani piante, che poi verranno allevate in contenitore per unanno o due prima di essere piantate in campo. Gli innesti in testa invece vengono più spesso effettuati in campo dopo aver ottenuto lastone della dimensione desiderata.
SESTI: All impianto: sulla fila 60 cm, interfila 100 cm.
Al trapianto: sulla fila 100 cm, interfila 150 cm.
I sesti dimpianto sono lievemente più ampi delle forme fastigiate ma poi non aumentano proporzionalmente nei trapianti poiché queste in generale hanno una chioma, più o meno in asse con il fusto, che non cresce molto in larghezza ma piuttosto in verticale.
Secondo che abbiano il fusto pulito fino ad una certa altezza oppure siano ramificati dal basso il trapianto viene effettuato quando hanno raggiunto una circonferenza del fusto di 6-8 cm circa, oppure unaltezza di oltre 150-200 cm, dipende dalla specie naturalmente. Unaltro trapianto può essere effettuato una volta raggiunto un diametro di 14-16 cm oppure unaltezza superiore ai 300 cm.
TUTORI: In questa tipologia di piante i tutori giocano un ruolo fondamentale per lottenimento della forma desiderata.
Richiedono infatti un sistema di sostegno costituito da pali e fili che consenta di fermare il fusto, affinché non si pieghi oppure si rompa nel punto dinnesto, e talvolta di guidare i rami ricadenti secondo una forma regolare.
POTATURA: Viene effettuata una volta allanno è serve principalmente a mantenere ed assecondare la forma ricadente.
In genere vengono spuntate le cacciate dellinnesto per farle irrobustire e per stimolare lo sviluppo di ramificazioni secondarie. E necessario inoltre eliminare tutte le cacciate che vanno in controtendenza e modellare la caratteristica forma a casco di queste piante.
Nel caso siano impalcate a fusto cè bisogno di mantenerlo pulito da eventuali ricacci e succhioni, oltre che eliminare i polloni alla base dei portinnesti.
Anche in questo caso, le piante più rappresentative di questa categoria, sono spesso varietà selezionate di specie comuni contraddistinte dallappellativo Pendula, tra cui le più coltivate sono:
Betula pendula Youngii Betulaceae FGC
Fagus sylvatica Pendula Fagaceae FGC
Fagus sylvatica Purpurea Pendula Fagaceae FGC
Fraxinus excelsior Pendula Oleaceae FGC
Morus alba Pendula Moraceae FGC
Prunus serrulata Kiku-shindare Sakura Rosaceae FGC
Prunus subhirtella Pendula Rosaceae FGC
Salix babylonica Salicaceae FGC
Salix caprea Pendula Salicaceae FGC
Sophora japonica Pendula Leguminosae FGC
Ulmus montana Pendula Ulmaceae FGC
Ulmus pumila (siberiano) Ulmaceae FGC
ALBERI AD ALTO FUSTO E CHIOMA GLOBOSA
Questa gruppo comprende la maggior parte degli alberi ornamentali, in particolare quelli a foglia caduca, che vengono anche genericamente definite alberature. Le piante sono costituite da un fusto privo di ramificazioni fino ad una certa altezza, che viene detta impalcatura, dove sono inserite le branche principali che formano la chioma.
La chioma può avere una forma più o meno globosa fino a piramidale, a seconda della presenza di unasse centrale, prolungamento del fusto, che costituisce la freccia. In altri casi la chioma assume una forma da cilindrica a ovale o sferica che può anche essere modellata mediante la potatura.
Nelle piante propagate per seme o talea limpalcatura viene ottenuta sopprimendo i rami lungo il fusto nei primi anni di allevamento fino allaltezza desiderata. Questo vale anche per quelle varietà che vengono innestate al piede. Per molte altre piante propagate per innesto invece il fusto viene ottenuto innestando in testa, allaltezza desiderata, lastone portinnesto allevato opportunamente.
Una volta limpalcatura veniva ottenuta capitozzando il fusto e deviandolo su tre o più diramazioni laterali a corona, come si fa in frutticoltura per il vaso classico. Adesso invece, anche per soddisfare le richieste dei paesi stranieri e dei paesaggisti moderni, ci si orienta su forme di allevamento più libere.
In pratica si cerca di lasciare sempre un prolungamento del fusto allinterno della chioma, la quale viene lasciata più libera di assumere la forma naturale, caratteristica del proprio habitus vegetativo. In questo modo, al contrario di quanto accadeva con la vecchia forma di allevamento, è sempre possibile rialzare limpalcatura e riformare una chioma più alta.
Questultima esigenza è spesso particolarmente sentita per gli alberi degli arredi urbani. Inoltre per gli stessi motivi le altezze delle impalcature si stanno spostando verso lalto: prima 150-170 cm, adesso 180-200 cm ed in certi casi anche 220 e più.
SESTI: All impianto: sulla fila 100 cm, interfila 100-150 cm.
Al trapianto: sulla fila 150-200 cm, interfila 200 cm.
Sono in genere queste le piante che utilizzano i sesti più ampi, a causa della loro chioma globosa. Anche per queste cè una certa tendenza a piantare in quadrato, al fine di semplificare le operazioni colturali, meccanizzandole al massimo e consentendo il passaggio nei due sensi.
Il trapianto viene effettuato quando hanno raggiunto una circonferenza del fusto di 6-8 cm circa, un nuovo trapianto può essere effettuato una volta raggiunto un diametro di 14-16 cm ed ancora unaltro al diametro di 20-25. Naturalmente queste misure sono indicative e cambiano anche notevolmente secondo lhabitus vegetativo e la velocità di crescita delle varie specie. Chiaramente una Lagerstroemia o un Prunus non potranno avere accrescimenti paragonabili a quelli di una Catalpa o unD Tiglio.
TUTORI: Un palo ogni 5-10 metri ed un filo per legare i fusti.
Generalmente solo nei primi anni di allevamento le piante vengono assistite con un filo, assicurato ad una serie di pali lungo il filare, dove vengono legati i fusti affinché non si pieghino e crescano ben dritti.
La legatura viene effettuata con un apposito materiale plastico tubolare elastico, che si adatta allaccrescimento del fusto senza strozzarlo. Affinché il filo di ferro non sbucci il tronco questo può essere protetto con una fasciatura di gomma oppure effettuando la legatura con una tecnica particolare in modo che il legaccio stesso protegga il tronco.
In ogni caso, come per tutte le altre piante, la legatura va rinnovata ogni anno per evitare che strozzi la pianta, anche se è stata eseguita con materiale elastico.
POTATURA: Viene effettuata una volta o due allanno.
La potatura consiste in una prima fase di formazione del fusto, in cui vengono eliminati tutti i rami laterali. E particolarmente importante evitare che questi raggiungano dimensioni tali da lasciare le cicatrici dei tagli sul fusto.
In seguito, una volta raggiunta laltezza desiderata per limpalcatura, si devono far sviluppare una serie di palchi di rami laterali sul prolungamento del fusto, lasciando intatta la freccia. Questi rami, che formano la chioma della pianta, potranno essere distribuiti più o meno regolarmente lungo il tronco, secondo lhabitus vegetativo, ma con la potatura bisognerà favorire il loro armonico sviluppo ed una equilibrata distribuzione della vegetazione.
Unaltro intervento di potatura che spesso giustifica un secondo intervento, è quello di eliminazione dei polloni del portinnesto e dei succhioni lungo il fusto. Per alcune specie come ad esempio gli aceri, i platani, i tigli ecc. è necessario intervenire tempestivamente affinché non rovinino il fusto.
Tra le essenze più coltivate di questa vasta categoria di piante ornamentali possono essere menzionate:
Acacia spp. (varietà dinnesto di mimosa) Leguminosae SMV
Acacia dealbata (decurrens dealbata) Leguminosae SMV
Acacia semperflorens (floribunda) Leguminosae SMV
Acacia farnesiana Leguminosae FGC
Acer campestre Aceraceae FGC
Acer negundo Aceraceae FGC
Acer platanoides Aceraceae FGC
Acer pseudoplatanus Aceraceae FGC
Acer saccharinum Aceraceae FGC
Aesculus hippocastanum Hippocastanaceae FGC
Ailanthus altissima (glandulosa) Simaroubaceae FGC
Albizia julibrissin Leguminosae FGC
Betula pendula (alba - verrucosa) Betulaceae FGC
Castanea sativa Fagaceae FGC
Catalpa bignonioides Bignoniaceae FGC
Celtis australis Ulmaceae FGC
Crataegus oxyacantha (laevigata) Rosaceae FGC
Elaeagnus angustifolia Elaeagnaceae FGC
Fagus sylvatica Fagaceae FGC
Fraxinus excelsior Oleaceae FGC
Fraxinus ornus Oleaceae FGC
Gleditsia triacanthos Leguminosae FGC
Juglans regia Juglandaceae FGC
Laburnum anagyroides (Citisus laburnum) Leguminosae FGC
Lagerstroemia indica Lythraceae FGC
Malus Aldenhamensis Rosaceae FGC
Malus floribunda Rosea Rosaceae FGC
Morus platanifolia (bombycis) Moraceae FGC
Paulownia tomentosa (imperialis) Scrophulariaceae FGC
Platanus acerifolia (x hybrida) Platanaceae FGC
Platanus orientalis Platanaceae FGC
Populus alba Salicaceae FGC
Prunus Accolade Rosaceae FGC
Prunus cerasifera Pissardii Rosaceae FGC
Prunus serrulata Kwanzan Rosaceae FGC
Quercus ilex Fagaceae SMV
Quercus palustris Fagaceae FGC
Quercus robur (pedunculata) Fagaceae FGC
Quercus suber Fagaceae SMV
Robinia pseudoacacia Leguminosae FGC
Sorbus aria Rosaceae FGC
Sorbus aucuparia Rosaceae FGC
Sorbus domestica Rosaceae FGC
Tamarix ramosissima (odessana) Tamaricaceae FGC
Tilia americana (hybrida Argentea) Tiliaceae FGC
Tilia cordata Tiliaceae FGC
Tilia europaea (x vulgaris) Tiliaceae FGC
Tilia tomentosa Tiliaceae FGC
Ulmus campestris (carpinifolia) Ulmaceae FGC