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PHYTOPHTHORA RAMORUM (Werres, De Cock & Man in't Velt)
A cura del Servizio Fitopatologico dell'ARPAT
di Pistoia
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Questo fungo Oomicete descritto solo recentemente (Werres et al. 2001) è ritenuto responsabile della morte di migliaia di piante di quercia sulla costa della California e nell'Oregon (COMTF, 2001). Successivamente la malattia è stata individuata in Europa dove è stata segnalata in Germania, Olanda, Polonia e recentemente in Gran Bretagna e Italia (Gullino et al. 2003). Nel vecchio continente P. ramorum è stata isolata esclusivamente su Rhododendron spp., Viburnum spp. e
Camellia japonica.
In seguito a queste segnalazioni il patogeno è stata inserito nella lista di allerta dell'EPPO e per contrastare il diffondersi della malattia la Comunità la U.E. ha adottato la decisione 2002/757/CE, recepita in Italia con D.M. del 28 novembre 2002, che impone misure di profilassi e controllo.
La lista delle piante ospiti comprende numerose specie appartenenti a diverse famiglie, nella tabella seguente sono riportate le principali:
| Famiglie |
Nome scientifico |
Parti attaccate |
Localizzazione |
| Anacardiaceae |
Toxicodendron diversilobum |
Foglie |
USA |
| Fagaceae |
Lithocarpus densiflorus |
Tronco, rami e foglie |
USA |
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Quercus agrifolia |
Tronco |
USA |
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Quercus parvula var. shrevei |
Tronco |
USA |
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Quercus chrysolepsis |
Tronco |
USA |
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Quercus kelloggii |
Tronco |
USA |
| Ericaceae |
Vaccinium ovatum |
Tronco, rami e foglie |
USA |
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Rhododendron spp
(escluso R. simsii o Azalea indica) |
Foglie e rami |
USA, Europa |
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Arbutus menziesii |
Foglie e rami |
USA |
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Arctostaphylos manzanita |
Foglie e rami |
USA |
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Pieris spp. |
Foglie e rami |
USA |
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Kalmia latifolia |
Foglie |
Europa |
| Aceraceae |
Acer macrophyllum |
Foglie |
USA |
| Theaceae |
Camellia spp. |
Foglie e rami |
USA, Europa |
| Hippocastanaceae |
Aesculus californica |
Foglie e rami |
USA |
| Lauraceae |
Umbellularia californica |
Foglie |
USA |
| Caprifoliaceae |
Viburnum spp. |
Tronco (colletto) |
USA, Europa |
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Lonicera hispidula |
Foglie |
USA |
| Rosaceae |
Heteromeles arbutifolia |
Foglie e rami |
USA |
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Rubus spectabilis |
Foglie |
USA |
| Rhamnaceae |
Rhamnus californica |
Foglie |
USA |
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Rhamnus purshiana |
Foglie |
USA |
| Taxodiaceae |
Sequoia sempervirens |
Rametti e foglie |
USA |
| Pinaceae |
Pseudotsugsa menziesii |
Rametti e foglie |
USA |
Oltre a quelle sopra riportate esistono diverse altre specie che sono risultate sensibili ad infezioni artificiali e pertanto vengono considerate ospiti potenziali, tra queste: Quercus palustris, Quercus rubra, Corylus cornuta.
SINTOMI
La sintomatologia indotta da questo parassita si diversifica in base all'ospite:
Viburnum spp. il patogeno attacca, esclusivamente la zona del colletto e le parti basali dello stelo causando la necrosi del tessuto corticale fino al cambio e al legno sottostante, conseguentemente si osserva un appassimento generalizzato della chioma con necrosi fogliari e deperimento dei giovani rami.
Figura 1 - Sintomi su Viburnum
(Clicca sulla foto per ingrandire)
Rhododendron spp. si osservano macchie fogliari brune a margine diffuso per lo più localizzate nella zona peziolare (vicino al picciolo), i germogli e i giovani rami presentano necrosi non depresse di colore bruno scuro a margine indefinito; successivamente il patogeno può diffondersi alle branche di ordine superiore e al fusto causando la morte della piane.
Figura 2 - Sintomi su Rhododendron
(Clicca sulla foto per ingrandire)
Fagaceae si evidenziano cancri corticali localizzati sul fusto che si estendono fino al cambio ed anche ai primi anelli del legno, demarcati da linee scure, dai quali fuoriesce un liquido nerastro; recentemente su Lithocarpus è stato segnalato un interessamento dell'apparato radicale (EPPO Reporting Service). La chioma, con il progredire dell'infezione, dissecca.
Sulle altre latifoglie il quadro sintomatico è variabile su Acer, Lonicera, Rhamnus e Umbellaria si evidenzia con macchie fogliari, mentre negli altri casi si osservano anche disseccamenti rameali.
Su Pseudotsuga e Sequoia il fungo è associato a cancri rameali ed a necrosi degli aghi.
IL PATOGENO
P. ramorum è un fungo appartenete a Stramènophiles sottoclasse Oomycètes. Morfologicamente P. ramorum presenta ife ramificate, contorte portanti abbondanti clamidospore (Æ tra 22 e 72 m) intercalari o terminali, globose (su P. lateralis sono in posizione laterale). Gli sporangi sono caduchi, pedicellati singoli o in grappoli (20-32 x 40-80 m), le oospore sono rare. Il range di temperature di crescita è compreso tra 2 e 26°C con temperatura ottimale di 20°C (Werres et al., 2001).
CENNI DI BIOLOGIA E DIFFUSIONE
Questo fungo si avvantaggia di microclimi caratterizzati da elevata umidità e da temperature non troppo elevate, tuttavia la capacità di produrre facilmente clamidospore gli consente di sopravvivere a lungo in ambienti siccitosi. Diversamente da altri funghi appartenenti allo stesso genere P. ramorum non sembra essere influenzata dall'umidità del suolo o da ristagni idrici, infatti, di norma, attacca l'apparato aereo e non la parte ipogea. Le zoospore e le clamidospore assicurano efficacemente la dispersione del fungo per mezzo di numerosi vettori: attività umane, acqua, vento, insetti, terreno e residui vegetali, tuttavia l'infezione di piante in vivaio attraverso l'acqua di irrigazione è certamente il metodo più efficace di diffusione del patogeno.

DIFESA
La citata decisione della Comunità indica una serie di misure volte ad impedire la diffusione del patogeno in aree ancora indenni, ed in particolare ha imposto:
- l'ispezione al momento dell'introduzione nella comunità di piante e legname di specie sensibili a P. ramorum
- l'utilizzo del passaporto per le piante di Rhododendron spp. (ad eccezione del R. simsii) e di Viburnum spp.
- l'effettuazione da parte dei servizi fitosanitari di indagini per individuare la presenza di eventuali focolai e la distruzione di eventuali piante infette e di tutte quelle sensibili situate nel raggio di 2 m da queste.
Sul fronte della lotta diretta diversi prodotti anticrittogamici sono in corso di sperimentazione al fine di verificarne l'attività contro P. ramorum, in attesa degli esiti di queste prove, limitatamente alle specie ornamentali in vivaio, possono essere utilizzati i principi attivi già utilizzati per la difesa del Chamaecyparis lawsoniana da P. lateralis.
CONCLUSIONI
Da quanto riportato, risulta evidente che P. ramorum rappresenta un potenziale grave pericolo per il patrimonio vegetale forestale ed ornamentale ed per il comparto vivaistico, e per quest'ultimo il pericolo è di duplice natura: da una parte il pericolo diretto che un patogeno così aggressivo e dotato di una gamma di ospiti così elevata rappresenta per la produzione di piante e dall'altra un pericolo indiretto, ma assai concreto, di ricadute negative dal punto di vista commerciale che potrebbero presentarsi anche in assenza di un vero e proprio attacco di questo parassita.
Per questi motivi si auspica un coinvolgimento attivo dei vivaisti affinché collaborino con il servizio Fitosanitario Regionale nell'opera di vigilanza e controllo al fine di effettuare una concreta opera di prevenzione e contrasto.
Bibliografia: sarà pubblicata prossimamente
Siti Utili
in italiano:
http://www.regione.emilia-omagna.it/fitosanitar/avversita/primo_piano/ramorum/ramorum.htm
http://www.agricoltura.regione.lombardia.it
in lingua inglese:
http://www.pestalert.org (cercare Phytophthora)
http://pollux.bba.de/english/phytoph/rhodo_eng_r.htm
http://www.defra.gov.uk/planth/what.htm
http://www.defra.gov.uk/news/2002/020503b.htm
http://cemarin.ucdavis.edu/index2.html
http://www.berkeley.edu/news/media/releases/2001/01/10_oak.html
http://www.cnr.berkeley.edu/comtf
http://www.suddenoakdeath.org/
http://www.phytosphere.com/tanoak.html
http://www.plantmanagementnetwork.org/pub/php/diagnosticguide/2003/sod/
© 2003 Ce.Spe.Vi. - Pistoia
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