MESSA A PUNTO DELLA LOTTA CHIMICA
CONTRO LA PHYTOPHTHORA CINNAMOMI RANDS

Parassita degli arbusti ed alberi ornamentali coltivati in contenitore.

Imre Vegh, Pierre Leroux et A. La Berre

INRA Station de pathologie vègètale et phytopharmacie, 78026 Versailles Cedex

Tradotto da Phytoma - n. 458 - Febbraio 1994


Otto anni di sperimentazione, dal 1950 al 1992; è ciò che è stato realizzato per confrontare l’efficacia di quattro fungicidi su arbusti ornamentali, contro la Phythophthora cinnamomi Rands, un fungo patogeno particolarmente virulento sulle piante coltivate in contenitore. Da ciò risulta che alcuni fungicidi vanno meglio di altri, ma che ciò dipende anche dalle condizioni ambientali e che i test in vitro e in vivo non dimostrano necessariamente la stessa cosa. Infine se si vuole mantenere efficace la lotta, si raccomanda di alternare i diversi prodotti.

La Phythophthora cinnamomi Rands è stata segnalata in Francia per la prima volta sulle ericacee e le conifere ornamentali nel 1974 (Vegh e Bourgeois). Le perdite risultano particolarmente rilevanti sulle piante coltivate in contenitore (Photos).

Il fosetyl-Al (Aliette) è stato il primo fungicida registrato in Francia (1978) per combattere questo parassita. Durante i primi anni la sua utilizzazione razionale ha permesso di ottenere eccellenti risultati tanto nella pratica quanto nei nostri saggi di controllo (Vegh et al., 1977, 1978, 1979). Tuttavia verso gli anni 1982-83, alcuni vivaisti hanno lamentato un’efficacia mediocre o, in alcuni casi, il totale fallimento del prodotto utilizzato alle sue dosi omologate (Vegh et al., 1985). E’ la ragione per la quale, a partire da questo periodo, abbiamo seguito il comportamento dell’Aliette in vivo e in vitro in condizioni controllate, in comparazione ad altri fungicidi che risultano interessanti per la lotta contro la Phythophthora cinnamomi Rands. Questo articolo riporta i risultati ottenuti dal 1985 al 1992 (8 anni).

MATERIALI E METODI

Studi in vivo

Le prove sono state condotte su giovani piante ben radicate (2-3 anni) di Chamaecyparis lawsoniana ‘Ellwoodi’ (sempre messi nelle condizioni abituali di coltura) e coltivate in contenitori di 2-3 litri in un substrato di torba bionda e corteccia di pino non compostata.

Abbiamo utilizzato due ceppi del parassita. Il primo (ceppo 1) è stato isolato a partire da Rhododendron che non era mai stato trattato con fosetyl-Al, mentre l’altro (ceppo 2) proveniva da giovani piante di Chamaecyparis lawsoniana coltivate in contenitore, trattate con Aliette ed ammalatesi nonostante l’applicazione del prodotto. Nell’ambiente artificiale il ceppo 2 presenta una minore sensibilità al fosetyl-Al ed al suo metabolita tossico per i funghi, l’acido fosforoso, rispetto al ceppo 1.

La composizione delle formulazioni commerciali e le loro condizioni di utilizzo sono precisati nella Tabella 1.


Tabella 1 - Fungicidi utilizzati nelle prove.


Principio attivo Nome commerciale % p.a.
1) fosetyl-Al Aliette 80
2) furalaxyl Fongaride 25
3) oxadixyl + cymoxanil Pulsan HM Pepite 40 + 16
4) metalaxyl + manebé Acylon tabac 25 + 50
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(Il prodotto registrato in Italia più simile al terzo si chiama
Pulstar e contiene oxadixyl 8% + cymoxanil 3,2% + mancozeb 56%)
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Le prove sono state realizzate seguendo il metodo dei blocchi randomizzati. Per ogni trattamento sono state utilizzate 4 ripetizioni.

I substrati sono stati sempre infestati artificialmente, al momento del rinvaso, incorporando l’inoculo ottenuto con vermiculite + il brodo di coltura di Cristomalt. Si sono utilizzati 3,3 grammi di inoculo per litro di substrato colturale.

Le irrigazioni vengono effettuate ad intervalli mensili (in media 5 interventi all’anno). Le inoculazioni artificiali sono state realizzate ogni anno nella prima quindicina di Maggio e gli ultimi rilievi sono stati effettuati verso la metà di Ottobre (circa cinque mesi dopo l’inizio della prova). Sono state annotate le piante che presentavano sintomi della malattia nella parte aerea, al colletto e/o alle radici. Sono stati effettuati periodicamente degli isolamenti a partire dal colletto e/o dalle radici per verificare che i danni siano dovuti effettivamente alla Phythophthora cinnamomi.

Studi in vitro

Sono stati studiati gli effetti del furalaxyl, del matalaxyl e dell’oxadixyl incorporati in un substrato gelatinoso a base di malto (1% di Cristomalt) sulla crescita dei funghi dei diversi ceppi di Phythophthora cinnamomi secondo un protocollo descritto precedentemente (Vegh et al., 1985). Questo tipo di prova permette di determinare le concentrazioni di fungicida che inibiscono la velocità di accrescimento del micelio del 50% (Cl 50). E’ importante ricordare che i tre principi attivi studiati appartengono alla famiglia delle fenylammidi e possiedono lo stesso ciclo: l’ARN polimerasi I. Inoltre che gli agenti della peronospora della vite, della patata e della lattuga presentano una resistenza incrociata.

RISULTATI

Evoluzione dell’efficacia tra il 1985 ed il 1992 (Tabella 2)

Tabella 2 - Efficacia dei 4 fungicidi in funzione dell’anno e della regione
(Numero di piante deperite o morte su 40 piante inoculate per tesi).

In queste prove ogni blocco comprendeva 10 piante, quindi venivano
utilizzate 40 piante per ogni trattamento.
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A) Aliette - B) Fongaride - C) Pulsan HM Pep - D) Acylon tabac
E) Testimone inoculato - F) Testimone non inoculato
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Tesi --> A B C D E F
Ceppi --> 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2 1 2
Anno Zona
1985 N 1 37 0 0 0 0 - - 37 40 0 2
S 1 - 0 - 0 - - - 39 - 1 -
1986 N 2 - - - 0 - - - 38 - 2 -
1987 N 0 26 2 - - - - - 40 40 2 4
1988 N 0 21 4 24 - - 0 0 40 40 0 3
1989 N 24 40 12 25 - - - - 40 40 3 0
S 27 40 29 32 - - 0 0 40 - 2 0
1990 S - - - 36 - - - 28 - 40 - 2
1991 N 22 22 22 37 0 0 - - 40 40 4 3
S 27 27 34 37 0 0 25 28 40 40 0 0
1992 N 20 20 17 19 0 0 0 0 40 40 2 2
S 8 - 17 - 2 - 35 - 40 - 3 -
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Nota: per la zona N=Nord della Francia S=Sud della Francia
i trattini (-) si riferiscono a tesi non realizzate.
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Per l’Aliette è stata osservata una eccellente efficacia nei confronti del ceppo 1 dal 1985 al 1988. Al contrario sono state osservate efficacie uguali o inferiori al 50% nel 1989, 1991 e 1992. Con il ceppo 2 l’efficacia non ha mai superato il 50% e nel 1985 e nel 1989 l’Aliette è stato un completo fallimento.

Il Fongaride ha mostrato un’eccellente efficacia sui ceppi 1 e 2 nel 1985. In seguito la protezione è stata irregolare e nel 1991 ha addirittura fallito. Bisogna anche rilevare che tra il 1988 ed il 1992 il Fongaride è stato generalmente più attivo sul ceppo 1 che sul ceppo 2.

L’Acylon tabac ha assicurato un’eccellente protezione nel 1988 e nel 1989, come pure nel 1992 al Nord, sia nei confronti del ceppo 1 che del ceppo 2. Al contrario nel 1990, 1991 e 1992 è stata osservata una ridotta efficacia al Sud.

Tra i prodotti sperimentati solo il Pulsan HM Pepite ha impedito lo sviluppo della malattia indotta per inoculo di Phythophthora cinnamomi sia al Sud che al Nord e di qualsiasi ceppo.

Studio del comportamento dei fungicidi sui ceppi che avevano già subito delle applicazioni con tre prodotti

In una prova realizzata nel 1992 nel Nord della Francia è stata studiata l’efficacia dell’Acylon tabac, del Fongaride, dell’Aliette e del Pulsan HM Pepite sui ceppi 1 e 2 mantenuti permanentemente su substrato artificiale e su ceppi reisolati nel 1991 da conifere inoculate e trattate con l’Acylon tabac, il Fongaride o l’Aliette (non con il Pulsan HM Pepite perché le piante trattate con questo prodotto erano rimaste tutte sane). Questa prova veniva effettuata su 20 piante per ogni tesi.

Quali che siano i ceppi, solo il Pulsan HM Pepite ha assicurato una protezione totale e ciò conferma i risultati precedenti. L’Acylon tabac ha un comportamento simile a quello del Pulsan HM Pepite, salvo nei confronti del ceppo 2 isolato da conifere trattate con il Fongaride, sul quale ha mostrato un’efficacia solo del 50%. Per quanto riguarda il Fongaride e l’Aliette, non hanno assicurato una protezione totale per nessuno dei ceppi isolati testati. L’Aliette è generalmente il prodotto meno efficace tanto sul ceppo 1 che sul ceppo 2.

Prove di laboratorio

Secondo i risultati ottenuti sembra che i ceppi 1 o 2 mantenuti in permanenza su substrato artificiale oppure isolati dai vegetali trattati con l’Acylon tabac, il Fongaride o l’Aliette, hanno un comportamento in vitro simile nei confronti del furalaxyl, del matalaxyl e dell’oxadixyl. Qualunque sia il ceppo, l’oxadixyl appariva stranamente meno tossico per i funghi del matalaxyl o del furalaxyl.

DISCUSSIONE E CONCLUSIONI

I risultati ottenuti in questi otto anni di sperimentazione confermano la pessima efficacia dell’Aliette verso le piante inoculate con il ceppo 2. Appare peraltro una diminuzione dell’attività in vivo nei confronti del ceppo 1, mentre invece la sensibilità in vitro al fosetyl-Al ed all’acido fosforoso non è diminuita. Poiché questo fungicida è in grado di stimolare indirettamente le reazioni di difesa delle piante è possibile considerare che alcune condizioni ambientali limitino l’impatto di queste reazioni.

Il comportamento del Fongaride è molto simile a quello dell’Aliette. Ricordiamo che questi due fungicidi rispettivamente a base di furalaxyl (famiglia delle fenylammidi) e di fosetyl-Al hanno modalità d’azione differenti per cui non presentano resistenza incrociata tra di loro. Le analisi di laboratorio indicano che la resistenza non può spiegare i cattivi risultati ottenuti dal questo fenylammide negli ultimi anni.

L’efficacia dell’Acylon tabac varia secondo la regione. Secondo i nostri risultati potrebbe essere utilizzato con successo nel Nord della Francia. Bisogna però segnalare che non è omologato in Francia per le piante ornamentali legnose. Si sa che questo prodotto viene decomposto dall’attività microbica del suolo, che è certamente più intensa nelle regioni calde del Sud. Per verificare che questo fenomeno spiega il comportamento variabile secondo la regione sarebbero necessarie delle ricerche approfondite.

La sola formulazione che assicura sia al Nord che al Sud una protezione totale qualunque siano i ceppi di Phythophthora cinnamomi è il Pulsan HM Pepite. Questo prodotto è a base di oxadixyl, un fenylammide come i principi attivi del Fongaride o dell’Acylon tabac. In laboratorio questo principio attivo è quello che esprime la minore tossicità per il fungo. La differenza tra gli studi in vitro e in vivo si può spiegare sia attraverso la presenza di cymoxanil nella formulazione del Pulsan HM Pepite (tuttavia il cymoxanil è poco attivo in vitro sulla Phythophthora cinnamomi) oppure con una migliore persistenza dell’azione dell’oxadixyl rispetto al metalaxyl o al furalaxyl.

A causa dell’irregolarità e della bassa efficacia dell’Aliette e del Fongaride e anche del rischio che compaia lo stesso fenomeno per il Pulsan HM Pepite, questi prodotti devono essere utilizzati in alternanza.

Queste constatazioni ci obbligano a sottolineare l’importanza delle misure profilattiche. Sempre per le stesse ragioni, solo una lotta integrata e razionale potrebbe permettere di ridurre a livelli accettabili i danni indotti dalla Phythophthora cinnamomi.


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