Prima segnalazione in Italia del curculionide delle palme, Rhynchophorus ferrugineus
Patrizia Sacchetti1, Alessandra Camèra1, Aurelio Granchietti1, Marzia Cristiana Rosi1, Paolo Marzialetti2
1) Dipartimento di Biotecnologie agrarie (Università degli Studi di Firenze), Sezione di Entomologia generale e applicata, via Maragliano, 77 - 50144 Firenze - 2) Ce.Spe.Vi. Pistoia.

Introduzione
È noto come il commercio di materiale di propagazione e ancor più quello di piante ornamentali, possa costituire un importante mezzo di diffusione di organismi associati alle piante i quali, in questo modo, possono essere trasportati da un paese all'altro, anche al di fuori del loro areale di distribuzione originario. Le norme fitosanitarie che regolamentano gli scambi commerciali e che dovrebbero assicurare la circolazione di materiale esente da malattie, purtroppo nel nostro Paese vengono spesso disattese, tanto che ogni anno si allunga la lista di organismi esotici (agenti patogeni e fitofagi) segnalati per la comparsa dei danni causati alle piante. Limitandosi soltanto ai fitofagi introdotti accidentalmente in Italia, al copioso elenco stilato alla fine degli anni '90 (Pellizzari e Dalla Montà, 1997) merita aggiungere i due casi più sensazionali degli ultimi anni: il ritrovamento di Anoplophora chinensis nel 2000 in Lombardia (Colombo e Limonta, 2001) e quello di Paisandisia archon nel centro e sud Italia nel 2003 (Espinosa et al., 2003; Riolo et al, 2004). Verosimilmente tali recenti introduzioni sono da mettere in relazione al commercio di piante di sviluppo medio grande, già infestate al momento dell'importazione, sebbene senza evidenti sintomi di danno.
Agli intensi e complessi scambi commerciali che intercorrono tra i paesi produttori di piante ornamentali si deve anche la comparsa in Italia di Rhynchophorus ferrugineus Olivier, coleottero curculionide legato alle palme, di cui si segnala il ritrovamento in un vivaio di Pistoia.

Le palme nel vivaismo pistoiese
Nel comprensorio pistoiese si coltivano piante ornamentali da oltre 150 anni ma, per sopperire alle richieste dei mercati, soprattutto esteri, all'attività vivaistica è stata affiancata una fitta rete commerciale per cui questa zona è diventata un importante centro di smistamento dove alcune specie ornamentali semplicemente transitano oppure stazionano solo per pochi mesi. Ad esempio le palme, tipiche di ambienti caldi, mediterranei o subtropicali, solo in parte vengono moltiplicate in Toscana ma sono importate in vari stadi di sviluppo direttamente da paesi con clima più favorevole come quelli del Centro e Sud America oppure dal Nord Africa o dall'Asia. In altri casi le palme possono provenire semplicemente dai vivai del sud Italia oppure dal sud della Spagna. In ogni caso, le piante, prima di essere rivendute, dimorano a Pistoia per un periodo più o meno lungo, necessario ad assicurare l'acclimatazione all'ambiente più freddo. Apparentemente, in termini numerici, le palme costituiscono una piccola fetta del mercato vivaistico pistoiese, ma il loro valore monetario è enorme in quanto vengono commercializzati soprattutto esemplari di grandi dimensioni che vengono venduti al prezzo di varie centinaia di euro per metro di fusto. Quindi appare evidente che la presenza di palme infestate possa rappresentare sia una perdita economica diretta, sia un danno più ampio per il pericolo di diffondere gli organismi esotici. Ad esempio, nel caso di P. archon, l'Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) ha avviato un'attenta attività di monitoraggio e ha sostenuto una campagna di sensibilizzazione perché i vivaisti potessero mettere in atto ogni misura per prevenire la diffusione della specie.

Il ritrovamento di R. ferrugineus
Nell'ottobre del 2004, in un vivaio di Pistoia, è stata segnalata la presenza di alcune palme della specie Phoenix canariensis (Hortorum ex Chabaud) che mostravano evidenti sintomi di deperimento, attribuiti a danni causati da numerose larve rinvenute all'interno del fusto delle piante. Il proprietario, temendo si trattasse del lepidottero P. archon, contro il quale viene raccomandata una attenta attività di controllo, aveva già provveduto ad effettuare un trattamento localizzato sullo stipite delle palme distribuendo un carbammato a base di metomil (Memilene L) per uccidere le larve endofite. Nel corso di ulteriori sopralluoghi volti alla raccolta di elementi che permettessero di determinare il responsabile dei danni, su un esemplare danneggiato sono state individuate altre larve e numerose pupe avvolte in caratteristici bozzoli formati tra le guaine e le basi delle foglie più esterne.
Dalle pupe raccolte, già nel mese di novembre sono sfarfallati 4 esemplari del curculionide R. ferrugineus, specie asiatica legata alle palme che, a partire dagli anni '80, ha progressivamente colonizzato gli stati della penisola araba, poi l'Egitto e recentemente è stata introdotta in Spagna.
R. ferrugineus è stata inserita dall'OEPP nella "Alert List", in quanto potrebbe rendersi responsabile di gravi danni a carico della maggior parte delle palme coltivate, per tali timori è stato proposto di includerla tra le specie da quarantena.


Rhynchophorus ferrugineus
(Olivier)
Distribuzione geografica e piante ospiti
Rhynchophorus ferrugineus, conosciuto anche come curculionide ferruginoso delle palme, è un coleottero appartenente alla famiglia Curculionidae, sottofamiglia Rhyncophorinae.
R. ferrugineus, probabilmente originaria dell'India meridionale, è specie tipicamente diffusa nell'Asia sud orientale, dove fin dall'inizio del secolo, è nota soprattutto per gli ingenti danni arrecati alle piantagioni di palma da cocco (Wattanapongsiri, 1966). Negli anni '80 il curculionide è stato segnalato, in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti ed Oman, anche se la presenza della specie nella penisola araba era stata già riportata ai primi del secolo (Buxton, 1920). In seguito la diffusione in Medio oriente è avvenuta rapidamente e, a partire dal 1990, la specie è stata segnalata in Iran, poi in Egitto, Giordania, Israele e territori palestinesi. Dall'Egitto è stato inevitabile il passaggio all'Europa e già nel 1994 il curculionide è stato segnalato nel Sud della Spagna, a causa del commercio di palme ornamentali tra i due paesi.
La palma da cocco (Cocos nucifera L.) rappresenta la specie su cui il curculionide causa i danni economici più consistenti, ma possono essere attaccate numerose Arecaceae tra cui Areca catechu, Arenga pinnata, Borassus flabellifer, Caryota maxima, C. cumingii, Corypha elata, C. gebanga, Elaeis guineensis, Metroxylon sagu, Roystonea regia, Phoenix sylvestris (Wattanapongsiri, 1966).
In anni più recenti, con la diffusione verso occidente R. ferrugineus è stato segnalato su altre palme: Livistona decipiens, Phoenix canariensis, P. dactylifera, Sabal umbraculifera, Trachycarpus fortunei, Washingtonia sp. (Esteban-Durán et al., 1998a).

Descrizione di Rhynchophorus ferrugineus
Adulto
L'adulto di Rhynchophorus ferrugineus presenta un colore dal ruggine al marrone-rossastro, con striature nere di forma e numero variabili. La lunghezza può variare tra i 19 ed i 45 mm (Esteban-Duràn et al., 1998a) e la larghezza da 11,50 a 15,50 mm (Wattanapongsiri, 1966). (media dei nostri 4 individui: 3 cm e 1,05)

Il corpo è allargato, con elitre finemente striate e più scure del pronoto che, visto dorsalmente si presenta liscio e con la base arrotondata. Lo scutello è ampio, lungo un quarto o un quinto della lunghezza delle elitre.
La caratteristica più peculiare dell'adulto è senza dubbio il rostro, sulla cui base allargata si inseriscono le antenne; questo presenta una sezione cilindrica, forma molto allungata e, nella parte terminale, che può essere più o meno arcuata, una serie di fitte setole erette presenti solo nei maschi.
Al fine di facilitare il riconoscimento di esemplari eventualmente ritrovati, si ritiene utile riportare la chiave per la determinazione degli adulti appartenenti alle due specie incluse nella "Alert list" R. ferruginus e R. palmarum, semplificata da quella redatta da Wattanapongsiri (1966) per il genere Rhyncophorus.

Uova
Le uova hanno una forma ovale allungata, generalmente più allargata alla base; il colore può variare dal bianco giallastro al marrone. L'uovo misura da 2,50 a 3,89 mm di lunghezza (Wattanapongsiri, 1966).

Larva
La larva apoda e di colore biancastro presenta un capo fortemente sclerificato ed arrotondato, di colore scuro, le cui caratteristiche rivestono un ruolo tassonomico fondamentale per l'identificazione specifica degli individui appartenenti al genere Rhyncophorus in questo stadio di sviluppo, superando i 5cm di lunghezza.

Biologia di Rhynchophorus ferrugineus (Olivier)
R. ferrugineus si sviluppa tipicamente come endofita all'interno delle palme attaccate.
Generalmente gli adulti sono attratti da piante danneggiate o malate, ma è possibile anche l'infestazione di piante sane (Murphy e Briscoe, 1999). Individuata una palma idonea, i maschi di R. ferrugineus producono un feromone di aggregazione capace di richiamare molti individui, al fine di favorire il successo riproduttivo.
Le femmine depongono le loro uova in fori praticati con il rostro nelle parti che offrono meno resistenza, sia alla base delle foglie o dei giovani germogli, sia nelle ferite o nelle cicatrici presenti sulla pianta. La femmina depone le uova piuttosto superficialmente all'interno dei fori o delle gallerie preesistenti e provvede poi a chiuderne l'apertura in modo da proteggere le uova.

Il numero di uova deposte in totale da una femmina può variare da alcune decine a svariate centinaia (Murphy e Briscoe, 1999).
Dopo circa tre giorni le uova schiudono e le larve neonate cominciano a nutrirsi dei tessuti più teneri. La larva scava gallerie anche molto profonde all'interno del peduncolo fogliare e dello stipite che riempie di rosura mescolata ad essudati della pianta. Numerose gallerie possono minare la stabilità della palma fino a determinarne la caduta.
La durata del periodo larvale riportata in letteratura è molto variabile (Murphy e Briscoe, 1999); da recenti studi svolti in Spagna risulterebbe che la larva raggiunga la maturità mediamente in 96 giorni, dopo avere effettuato 3-4 mute (Esteban-Durán et al, 1998a).
A maturità la larva cessa di alimentarsi e costruisce un bozzolo con le fibre della pianta; all'interno tali fibre risultano molto serrate e rivestite da uno strato liscio impermeabile costituito da una secrezione mucosa prodotta dalla prepupa (Wattanapongsiri, 1966). Il bozzolo così formato misura circa 80x35 mm, è ovale e leggermente allungato. Generalmente il bozzolo viene formato entro cavità scavate alla base dei peduncoli fogliari, oppure tra la sostanza organica all'ascella delle foglie.

Anche la durata della fase pupale indicata da diversi Autori è molto variabile, da 13 a 50 giorni (Wattanapongsiri, 1966; Murphy e Briscoe, 1999). Studiando lo sviluppo di R. ferrugineus a temperature costanti, Salama et al. (2002) riportano durate di 18 giorni a 21,2°C e di 13,3 giorni a 29,5°C per individui allevati su frutti di banana.

Mezzi di controllo
Nei paesi asiatici, dove R. ferrugineus danneggia seriamente le piantagioni di palma da cocco, per limitare le infestazioni di tale insetto sono stati applicati praticamente tutti i mezzi di controllo disponibili (anche il SIT negli anni '70!). Tra i mezzi chimici sono stati impiegati soprattutto esteri fosforici e carbammati distribuiti in diversa maniera, trattamento dei tagli di potatura, dei tronchi, iniezioni ai tronchi o intervento a tutta chioma. La tecnica dell'iniezione ai tronchi è stata particolarmente sviluppata in anni più recenti nei paesi del medio oriente, dove è stata applicata per difendere dal curculionide le palme da dattero (Murphy e Briscoe, 1999).
La disponibilità del feromone di aggregazione di R. ferrugineus ha permesso di migliorare il controllo del curculionide, mediante l'impiego di trappole innescate col feromone sintetico ed esche alimentari, utilizzabili sia per il monitoraggio sia per la cattura massale (Murphy e Briscoe, 1999).
Riguardo alla possibilità di utilizzare nemici naturali del curculionide, non sono state ancora individuate specie che possano essere impiegate efficacemente come biopesticidi, tuttavia sono in corso importanti ricerche in tale direzione.
Anche nella difesa delle palme di interesse ornamentale sono stati impiegati diversi mezzi di controllo. In Spagna, le palme dei giardini di pertinenza pubblica sono state ripetutamente trattate con esteri fosforici (fenitrotion, clorpirifos, diazinone, metidation), oppure mediante iniezioni ai tronchi con prodotti a base di carbaril e imidacloprid. (Ferry e Gómez, 2002). Per abbassare la densità di popolazione è stato applicata anche la tecnica della cattura masssale.

Ringraziamenti
Gli Autori ringraziano sentitamente gli agronomi Dott. Sonia Vignolini e Dott. Emanuele Orsi per la preziosa collaborazione e l'amico Dott. Aldo Biondi per avere procurato a Bangkok una copia del testo di Wattanapongsiri.

Bibliografia
Barranco, P.; de la Peña, J.; Martín, M.M.; Cabello, T. (1998) Eficacia del control químico de la nueva plaga de las palmeras Rhynchophorus ferrugineus (Olivier, 1790) (Col.: Curculionidae). Boletín de Sanidad Vegetal, Plagas, 24(1), 23-40.
Barranco, P.; de la Peña, J.; Cabello, T. (1996) El picudo rojo de las palmeras, Rhynchophorus ferrugineus (Olivier), nueva plaga en Europa. Phytoma-España, no.67, 36-40.
Barranco, P.; de la Peña, J.A.; Martín, M.M.; Cabello, T. (2000) Rango de hospedantes de Rhynchophorus ferrugineus (Olivier, 1790) y diámetro de la palmera hospedante. (Coleoptera, Curculionidae). Boletin de Sanidad Vegetal Plagas, 26(1), 73-78.
Colombo M., Limonta L. (2001) - Anoplophora malasiaca Thomson (Coleoptera Cerambycidae Lamiinae Lamiini) in Europe. Bollettino di Zoologia agraria e di Bachicoltura, Serie II, 33, 65-68.
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Riolo P., Nardi S., Carboni M., Riga F., Piunti A., Ferracini C., Alma A., Isidoro N. (2004) - Paysandisia archon (Lepidoptera, Castniidae): prima segnalazione di danni del pericoloso minatore delle palme sulla riviera adriatica. Informatore fitopatologico, 54 (10), 28-31.
Pellizzari G., Dalla Montà L. (1997) - Gli insetti fitofagi introdotti in Italia dal 1945 al 1995. Informatore fitopatologico, 47 (10), 4-12.
Buxton, P.A., 1920 - Insect pests of dates and the date palm in Mesopotamia and elsewhere. Bulletin of the Entomological Res., 11: 287-303.
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